Lamassu

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Lamassu

Nella Mesopotamia antica era il nome di demoni raffigurati come tori o leoni con le ali di aquila e con testa umana. Si trattava comunque di demoni protettori e benevoli, le cui statue erano spesso collocate a fianco degli ingressi di templi e palazzi o all’ingresso della cittadella Solitamente scolpito in alabastro, faceva da guardia – simbolicamente – contro gli spiriti malvagi.

Dal punto di vista stilistico, questi colossi sono caratterizzati, nonostante le grandi dimensioni, da una tecnica scultorea estremamente raffinata che impreziosisce l’insieme con particolari quali barbe, ali e corone, di grandissimo effetto decorativo. La realizzazione di tali particolari è stata possibile solo grazie all’utilizzo di scalpelli di ferro invece che in bronzo, poiché sono molto più precisi e resistenti.

Due riproduzioni di lamassu risalenti all’VIII secolo a.C., oggi sono conservate al Museo del Louvre di Parigi, queste furono scolpite e poste all’esterno del Palazzo di Sargon II, a Dur -Sharrukin con la funzione di sorvegliare, oltre che ornare, il palazzo reale. Queste statue, sono state ricavate da monoliti di alabastro di 420 x 426cm, e scolpite con una tecnica innovativa per l’epoca. Poiché la scultura non era ancora abbastanza sviluppata, la creatura fu rappresentata con un effetto singolare, dato dalla presenza di cinque zampe, utili a fornire un’imponente e compiuta visione su due punti di osservazione (anteriore e laterale).

Il volto della creatura, probabilmente, è un omaggio al sovrano a cui era dedicato il palazzo, ovvero Sargon II.

Updated: 1 Febbraio 2016 — 19:24

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