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L'Enciclopedia Artigiana del Pensiero

Insipiente

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Insipiente

Dal latino in-sapiens quindi insipiens. Come si nota, significa non (in) sapiente (sapiens), insipiente, sinonimo di stolto. Ma è legato alle Scritture; insipiente è colui che non crede.

La parola assume forte significanza in Anselmo d’Aosta (noto anche come Anselmo di Canterbury) per aver cercato di dimostrare l’esistenza logica di Dio (o prova ontologica) nella sua operetta Proslogion (Colloquio). Così si pronuncia contro “l’insipiente”: «dixit insipiens in corde suo “non est Deus”»? (Salmi,14,1 e 53,1) ovvero «l’insipiente ha detto in cuor suo che “Dio non esiste”»?”. Al che risponde così Anselmo:«Ciò di cui non può essere pensato il maggiore, poi, non può essere nemmeno pensato come non esistente». Per il teologo così l’esistenza di Dio sarebbe dimostrata contro l’insipiente (inteso come razionalista e quindi ateo, non credente, “insipiente” nel cuore ma mai stolto, anzi, come spesso viene mal interpretata tale parola). È chiaro che la prova ontologica di Anselmo è errata: dal concetto di essere, di grande si giunge all’esistenza: pensare qualcosa o qualcuno non è che questo qualcosa o qualcuno debbano per forza esistere.

Un monaco francese, Gaunilone, risponderà ad Anselmo nel suo Liber pro insipiente (Libro in difesa dell’insipiente), difendendo le tesi del razionalista, dell’insipiente; in effetti come è possibile far vedere l’essenza e l’esistenza di Dio? Ed Anselmo de facto ammette che il suo discorso vale solo per chi crede, al cattolico (“sufficere mihi potest respondere catholico”).

In effetti nessuna prova è valida per dimostrare l’esistenza di Dio o viceversa; si crede per grazia. Il problema semmai è un altro: perché, visto che tutti siamo figli di Dio, non possediamo tutti la fede, la grazia donata gratuitamente dal Signore? Ritornando all’insipiente, Agostino d’Ippona già nelle Confessioni, con rara efficacia, descrisse “la sapienza pagana” (o insipienza) nel suo cammino tormentato verso la fede. In definitiva usiamo con cautela tale etimo: insipiente, da non confondere con stolto.

Autore: Enrico Marco Cipollini

Updated: 11 Marzo 2016 — 19:12
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