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Sesso

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Sesso

Parola di derivazione latina : da secare, dividere, tagliare, distinguere il maschio dalla femmina; tale radice è indubbia. Altri ricorrono al greco generare, tìkto, evidenziando l’aspetto prettamente riproduttivo o da exis, stato sociale.

Sarà bene distinguere “sesso” dal suo intendersi come “genere”. Il primo riguarda l’aspetto fisiologico, organico, il secondo il lato sociale, culturale. Non è detto che chi sia dotato di un determinato sesso si senta appartenere a tale genere (un maschio può sentirsi portato verso il genere femmineo e viceversa).

È noto che il sesso, come il denaro, interessa maggiormente il genere umano. Da qui una lecita curiosità vicina, spesso, a una certa morbosità verso le cose che riguardano la sessualità.

Antropologicamente non prenderemo al momento in considerazione ciò che abbiamo su detto, ma ci preme rimarcare che certe parole che si fan derivare dal greco siano inesistenti nella lingua da cui si suole dire derivino, come “lesbica” (parola errata introdotta dalla patologia medica, infatti “lesbica” era attribuito a ben altra pratica), ”saffica” o “omosessuale” (ancora una parola composta dotta).

Il greco era davvero molto liberale (ma non mancano codificazioni ben chiare) e non giudicava l’atto sessuale in sé (omo o etero) ma semmai lo spirito con cui l’individuo lo faceva.

È dunque errato accostare l’omosessualità odierna a quella greca che distingueva (debbo esser schematico ma già ho affrontato in “Synergasia Pangosmia” di Atene tale argomento) il rito iniziatico (presente non solo in Grecia) dal prostituto. Comunque se leggiamo i rapporti sulle abitudini sessuali odierne (noto a metà nel ‘900 il rapporto Kinsey, per citare il più conosciuto) restiamo allibiti. La pratica omosessuale è quantitativamente misera nelle polis greche rispetto alla società odierna (ovviamente in percentuale).

Bisogna allora rilevare la grandezza greca sul rapporto sessuale tra esseri umani, indice di superiore grado di civiltà.

Ne è testimonianza il Codice Cretese di Gortina – dalla città dell’Isola – che è antecedente al V secolo a.C., anche se fu inciso in tal periodo.

Sono una vera lezione di civiltà le leggi riguardanti la violenza sessuale. Non veniva ammesso rapporto senza reciproco consenso, e chi lo avesse infranto era punito severamente e costretto a ripagare l’offeso o l’offesa. Si ripagava secondo lo status sociale ma non era escluso neanche lo schiavo o la donna. A supportare il carattere “sacro” dell’intimità del rapporto sessuale, bisogna aggiungere il fatto che, pur esistendo la prostituzione – maschile e femminile – la quale era ben distinta dal rapporto libero, si biasimava tale pratica perché, nell’immaginario collettivo, chi era disposto a vendere il proprio corpo avrebbe venduto anche la propria polis.

Chiudiamo con le parole di Senofonte (ma non è l’unica testimonianza) il quale riporta nella Costituzione degli Spartani:«chi s’invaghiva del solo corpo, Licurgo [il grande legislatore, nota mia] lo diceva infame».

Autore: Enrico Marco Cipollini



Calo del desiderio sessuale

PSICOL. – Il calo del desiderio sessuale è un problema sempre più frequente all’interno della coppia. Una volta sembrava interessare esclusivamente la popolazione maschile; invece, le statistiche più recenti rivelano che il fenomeno è diffuso in eguale misura fra uomini e donne.

La definizione di “calo del desiderio” si applica ai casi in cui una persona di età inferiore ai 45 anni vive un lungo periodo di disinteresse sessuale nei confronti del partner. Non ha voglia di avere rapporti intimi o, quando ne ha l’occasione, avverte noia, stanchezza, indifferenza.

Il calo del desiderio può essere causato da fattori esterni all’individuo. Ad esempio, alcune categorie di farmaci (antidepressivi, cortisonici, ormoni, ecc.) possono determinare – sia nell’uomo sia nella donna – una diminuzione dell’eros.

Anche lo stress è un “killer” del desiderio che agisce dall’esterno: le ansie legate al lavoro, alla salute, alla situazione economica, ecc., possono affievolire (sino ad annullarlo) l’impulso sessuale.

Tra le cause psicologiche del calo del desiderio sono particolarmente significative:

  • la ripetitività e la noia nel modo di fare l’amore;

  • l’ansia da prestazione (la paura di lasciare insoddisfatto il/la partner);

  • la difficoltà a lasciarsi andare per paura di sentirsi travolgere dalle emozioni;

  • problemi relazionali e di comunicazione col partner.

La soluzione al problema del calo del desiderio sessuale varia a seconda delle motivazioni. In generale, il desiderio si coltiva attraverso il senso di complicità tra i partner (condivisione di fantasie erotiche, ricerca del “nuovo” nell’intesa sessuale, ecc.). Soprattutto, è importante non aspettare un elevato livello di eccitazione prima di cercare il contatto fisico: anche un timido impulso può sfociare in un rapporto intenso e appagante.

Autrice: Dott.ssa Manuela D’Amore



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