Il mito del melograno

IL MITO GRECO DEL MELOGRANO

La pianta del melograno (con il suo frutto) è legata ai miti della femminilità (sensualità, vita, ma anche morte, in quanto vita e morte sono strettamente legate). Come in sacro (che non ha il significato univoco come si è soliti  intendere, ed infatti sacer è ciò  che attira  e -nel contempo- respinge  per terrore; ciò s’avverte  bene in latino e in francese, meno in italiano),  così il melograno ha anch’esso duplice significato.

Il melograno è il simbolo di Hera –la Dea Madre, la  Gran Madre come in Catullo (vedi la frigia Cibele in Attis)– ed è legato ad  Afrodite –Venere latina– che ha piantato tale albero in Cipro (ecco perché Botticelli rende ramati i capelli di Venere : Cipro = rame, così  come in chimica : Cu-Rame).

Come ogni cosa della vita, anche tal mito rimanda a Demetra -la  Madre Terra-, colei che dispensa i frutti (dea della fecondità) e a Persefone, sua figlia o Kore –la fanciulla o la  giovinetta– che vive  sei mesi negli  Inferi con il consorte, lo zio, Ade (la morte o il mondo  degli inferi).

Demetra  spesso viene  confusa con Cibele  -frigia- o l’Alma  Tellus -latina- e, con Kore o Persefone, sono figure base nei Misteri eleusini.   Gli innumerevoli semi (spérmata) della melograna danno vita ad ogni forma e nel contempo alla morte.

Nella Magna Graecia e in Sicilia (la Trinacria dei Greci) erano notissimi i templi dedicati a Hera, Demetra e Persefone. Per molti mitografi la pianta nasce dal sangue di Dioniso, ucciso dai titani. Zeus, mutandosi in serpente, sedusse Persefone da cui nacque  Dioniso che, secondo Diodoro Siculo, nasce a Creta e appellato anche come Zagreo e Ctonio -terreno-.

Nell’Inno omerico a Demetra si nota come Persefone non sia “celeste” come gli altri dèi indoeuropei, bensì legata ai miti ctonii (della terra) i quali fanno sì che la Natura (Phýsis) si rigeneri continuamente.  Anche la madre Demetra (fecondità e quindi agricoltura), come Persefone o Dioniso Zagreo, sono divinità ctonie, cioè legate alla terra, alla natura.

Per  altre  leggende Dioniso è figlio  di Zeus e della mortale Semele e  quindi Hera, dagli occhi bovini, si sarebbe  vendicata dell’ennesimo adulterio, chiamando i  Titani affinché sbranassero Dioniso come fecero. Lo ridussero  a brandelli letteralmente e Zeus lo fece rinascere incenerendo i  titani, tant’è che tale rappresenterebbe la generazione umana.

Per altri, Dioniso fu salvato dalla morte (la madre Semele lo partorì prematuro)  da Zeus stesso che lo “incubò” nella sua coscia. Sta di fatto che Dioniso Zaegro così appare con ispirazione divina, oltre-umana, e nel contempo  umanissima.

In  fondo,  il frutto  del melograno,  con tanti spicchi  e semi fu ritenuto frutto  nato dalla divinità. Per altri ancora, il  melograno (sìde in greco)  è legato, secondo etimologia, a  Side che fondò la città di Sidone. Resta  di fatto che il melograno è legato all’alternarsi  delle stagioni e alla generazione continua delle forme  ctonie.

La  Phýsis  o Natura  per i Greci  assumeva un significato  diverso dal nostro e i miti,  sebbene in modi diversi, lo sottolineano.

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