Diziomondo -

L'Enciclopedia Artigiana del Pensiero

La Domenica delle Palme

Print Friendly, PDF & Email

La Domenica delle Palme

Fonte-Foto: Pixabay

Nel Cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che precede la Pasqua, nella quale si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme a dorso di un asino mentre tutta la folla stendeva mantelli a terra ed agitava palme.

La Domenica delle Palme “apre le porte” alla Settimana Santa, ogni cristiano è chiamato ad immergersi con tutto se stesso nel mistero di redenzione, si celebrano gli ultimi momenti della vita di Gesù sulla terra, ossia la passione, la morte ed infine la resurrezione che corrisponde al giorno di Pasqua. Lo spirito che deve accompagnarci è quello del camminare insieme ma – all’apparenza in contraddizione – uscendo ognuno da se stesso, e dalle chiusure nei propri schemi, per testimoniare la fede nel Risorto.

La Domenica delle Palme prende il nome da un particolare dettaglio riferito dall’evangelista Giovanni. Egli dice che la folla, avendo udito dell’arrivo di Gesù, «prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: Osanna! Benedetto colui che Viene nel nome del Signore il re d’Israele!» (Gv 12,13). Da questo racconto è nata la tradizione, testimoniata a Gerusalemme fin dal quarto secolo, che prevede nella liturgia di questo giorno una processione; in zone in cui c’è scarsità di piante di palme si utilizzano dei rami d’ulivo. Questa sostituzione ha aggiunto alla simbologia della palma, quella dell’ulivo.

Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l’anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è segno di vittoria ed esprime la capacità di vita nonostante le apparenze di morte; infatti questa pianta produce delle infiorescenze anche quando sembra ormai morta. Ecco perché è spesso raffigurata sulle lapidi sepolcrali delle catacombe di Roma, come segno pasquale di speranza e di vittoria sulla morte.

L’ulivo si presenta come un riferimento al ramoscello d’ulivo portato a Noè dalla colomba che annunciava la fine del diluvio, è un chiaro simbolo di pace. Tuttavia, molti sono i significati legati al ramoscello di ulivo, a partire proprio dal fatto che “Cristo” significa “unto” ed è in effetti l’unto del Signore, e proprio l’olio d’oliva viene utilizzato nei riti cristiani dell’estrema unzione e del battesimo, continuando con il fatto che nella tradizione ebraica l’ulivo è simbolo dei re.

In definitiva, i simboli della vita e della pace che caratterizzano questa domenica ci introducono nel pieno del mistero pasquale, indicando che la passione di Gesù è solo il preludio della sua gloriosa resurrezione ed è portatrice della pace nella relazione tra Dio e l’umanità.

CELEBRAZIONE LITURGICA CATTOLICA

Nel calendario liturgico cattolico, con la Domenica delle Palme ha inizio la Settimana Santa ma non termina la quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del Giovedì Santo.

In ricordo dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, la liturgia della Domenica delle palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della messa con la lunga lettura del Passio, ossia del racconto della Passione di Gesù.

Nella forma ordinaria del rito romano è tratta dai Vangeli di Marco, Luca o Matteo, a seconda dell’anno liturgico. Nella forma straordinaria del rito romano si legge sempre la Passione secondo Matteo. (Per entrambe le forme del rito romano il testo della Passione che si legge il Venerdì santo, invece, è tratto dal Vangelo di san Giovanni.)

In accordo con i Vangeli, Gesu’ Cristo giunse a Gerusalemme su un asino. Secondo gli storici la scelta dell’asino e non del cavallo come animale da soma e da traino era stata fatta perché l’asino nelle tradizioni e nella prassi militare dell”antico oriente era un animale pacifico, mentre il cavallo era un animale da guerra. A questo si aggiunge il basso prezzo dell’asino, coerente con le modeste possibilità economiche della maggioranza in quell’epoca.

Gesu’ Cristo invia, dunque, due discepoli a prendere a prestito l’animale, dicendo loro di rispondere: «Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito».

Nel Vangelo secondo Luca 19:49, mentre Gesù si avvicina a Gerusalemme, volge lo sguardo verso la Città Santa e piange (un evento noto in latino come Flevit super illam), perché già consapevole in anticipo della Passione che lo attendeva la settimana seguente.

Il pianto non era motivabile con le circostanze liete del momento, quanto piuttosto come la predizione del tradimento di Giuda nell’Ultima Cena o del triplice rinnegamento di Pietro; questo particolare poteva essere letto dai presenti o dai posteri (col senno di poi), non soltanto come un dono profetico, ma come la profezia del proprio futuro personale.

LA TRADIZIONI

Nella Domenica delle Palme è tradizione da millenni che i ramoscelli di palma o di ulivo benedetti vengano conservati dai fedeli e portati a casa, per essere usati sia come dono alle persone più care che non hanno potuto presenziare alla messa, sia per benedire la casa e la tavola del pranzo pasquale, da parte del capofamiglia, intingendo il ramoscello stesso nell’acqua benedetta.

Fino a qualche decennio fa nell’Italia contadina era tradizione bruciare un rametto d’olivo benedetto quando si avvicinava un temporale. Questo avveniva all’aperto perché il fumo che saliva al cielo ricordasse a Dio che gli uomini erano in pace con Lui e che perciò li proteggesse dalla grandine.

Nei paesi italiani di origini albanese c’era, la sera del sabato prima della Domenica delle Palme, la tradizione di ricordare il miracolo fatto da Gesù, resuscitando Lazzaro che era morto da quattro giorni. Gruppi di giovani si recavano di casa in casa per cantare l’inno popolare di augurio, la Kalimera di Lazzaro, che ricordava che la resurrezione era stata promessa a tutti gli uomini.

IL VANGELO NELLA DOMENICA DELLE PALME

La lettura del Vangelo nella Domenica delle Palme non si ripete uguale tutti gli anni, ma si articola su tre anni diversi che corrispondono a tre brani del Vangelo, i quali si alternano e vengono contraddistinti per semplicità con le lettere A,B,C. Mi spiego meglio:

La domenica delle Palme 2019 cade nell’anno C nel quale si leggerà il Vangelo di Luca 22,14-23,56, mentre l’anno prossimo si riferirà alla lettera A riferita al Vangelo di Matteo 26,14-27,66; Il 2018 si è riferito all’anno B ove si è letto il Vangelo di Marco 14,1-15,47.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Diziomondo © 2018 - Sebbene le informazioni presenti nel sito siano accuratamente selezionate, l'autore non si assume responsabilità alcuna per danni subiti da terzi per aver utilizzato delle informazioni in esso contenute e/o da errori relativi ai concetti qui esposti. Altresì, è anche opportuno specificare che questo sito si fonda su risorse gratuite o estratte da altri siti con il permesso degli autori e per sue caratteristiche non può considerarsi in alcun modo una testata giornalistica. Frontier Theme