Strigile

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STRIGILE

Fonte-Foto: Wikimedia Commons

Raschietto di metallo che i Greci chiamavano ξύστρα oppure στλεγγίς e i Romani strigilis o striglis (da stringo, che significa anche graffiare, scalfire). In italiano abbiamo la striglia, dal latino parlato “strigila” variante di “strigilis/striglis” che significa raschiatoio.

Lo strigile (in greco στλέγγις) era uno strumento in metallo impiegato nell’antichità dai Greci e dai Romani, alle terme o in palestra, per raschiare via dal corpo lo sporco, il sudore e l’olio misto ad una particolare polvere applicata, prima di fare il bagno. Raramente questa operazione un atleta la svolgeva da solo, normalmente si aiutavano tra loro ma di frequente si ricorreva a personale specializzato presente in tutti i posti pubblici (terme, stadi, ecc.).

Questa mistura di polvere ed olio d’oliva veniva cosparsa dagli atleti sul proprio corpo per regolare la temperatura corporea e proteggersi dal sole. Di tale particolare polvere esisteva un commercio tra le città del Mediterraneo (esistevano spiagge dove era presente questa speciale sabbia), a tal proposito si sono trovati dei relitti di navi che conservavano anfore intatte, piene dì questo materiale.

Tale pratica restò in auge fino alla diffusione del sapone, di origine barbarica, avvenuta nella tarda antichità. Lo strigile si presenta come un oggetto di bronzo, d’argento o di ferro, composto dal manico che supporta una paletta a terminazione ricurva, non tagliente. Qualche decorazione e alcune lettere (che forse indicavano l’officina di costruzione) si possono scorgere spesso sul manico: tale conformazione restò pressoché simile nel corso dei secoli.

Lo strigile era impiegato soprattutto dagli uomini, in particolare dagli atleti – come detto – dopo una prova fisica; nondimeno, sappiamo che presso gli Etruschi era usato anche dalle donne, si crede per la depilazione. Ma sono giunte anche delle testimonianze che tale oggetto era usato pure in ambito medico per la cura delle orecchie.

Possiamo trovare un esempio della sua applicazione nella scultura dell’Apoxyómenos di Lisippo datato 320 a.C. conservata ai Musei Vaticani.

Sono stati trovati alcuni strigili nei corredi funerari di tombe ellenistiche disposte lungo il versante settentrionale ed occidentale del pianoro di Vetulonia. La presenza di quest’oggetto ha una funzione di natura simbolica e sottolinea l’appartenenza del titolare della tomba al ceto urbano e la sua cultura di stampo ellenistico.

Nel Civico Museo di Verona sono attualmente conservati un anello portastrigili in bronzo, tre strigili in ferro (di cui due uniti insieme da un anello) e tre in bronzo.


I libri del Prof. Enrico Marco Cipollini

Updated: 28 Aprile 2019 — 16:12

1 Comment

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  1. Ne conoscevo l’esistenza ma non l’uso specifico a cui era destinato. Articolo ricco di spunti interessanti. Grazie!

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