Figure retoriche

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FIGURE RETORICHE

Il linguaggio è la sintesi della storia sia individuale che collettiva, ha un sostrato neurobiologico ma non si confonde con esso; è elaborazione affettiva delle idee e dei concetti. Nulla da stupirci quindi, se per aderire meglio a stati d’animo o esprimere concetti, facciamo uso – anche inconsapevolmente – delle cosiddette figure retoriche o traslati.

I proverbi che variano da regione a regione, da località a località sono tipici esempi di figure retoriche. Si può affermare che il proverbio o detto popolare è frutto della psicologia e della storia di una determinata etnia. L’adagio popolare contiene sempre un insegnamento morale frutto di una sottile saggezza maturata nei secoli. In genere tale detto popolare quale espressione figurata rientra nella figura retorica denominata traslato (da translatus= trasferito). Ecco alcuni Esempi : “una rondine non fa primavera”; “le bugie han le gambe corte”; “meglio esser in disgrazia di Dio che degli uomini” e così via.

Sia chiaro che l’adagio olandese “ha preso un colpo di pala di mulino in testa”, da noi viene reso con “è caduto da piccolo dal seggiolone”. Ma entrambi han lo stesso significato.

Quotidianamente usiamo traslati come: “scoppiare di salute”, “sono tanto felice da toccare con un dito il cielo”, “desidero un chiodo dalla testa larga”, “il motore batte in testa”.

E’ chiaro che tale linguaggio sembra paradossale (scoppiare di salute) o ha perduto connotazioni di precisione (il chiodo non ha la testa) ma ha acquistato – a scapito d’oggettività ed esattezza, giustezza – in efficacia espressiva.

Tipici del linguaggio parlato molti traslati vengono usati non solo da poeti e letterati ma da tutti noi in quanto danno vivacità al discorso e aderiscono, se saputi usare, ai nostri stati d’animo.

Le figure retoriche sono solitamente suddivise in:

figure retoriche di suono: allitterazione, assonanza, consonanza, onomatopèa, paranomàsia;

figure retoriche di ordine: anafora, epifora, anàstrofe, antitesi, asindeto, chiasmo, climax, ellissi, ipallage, iperbato, iterazione, polisindeto;

figure retoriche di significato: antitesi, iperbole, metafora, metonimia, ossimoro, personificazione, reticenza, similitudine, sineddoche, sinestesia.

Autore: Prof. Enrico Marco Cipollini


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