Schemi mentali

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Gli schemi mentali sono strutture del pensiero che la persona percepisce come regole che governano le sue scelte, le sue azioni e i suoi comportamenti.

Tali schemi si affiancano ad altri comportamenti innati, e vengono acquisiti attraverso l’apprendimento permettendoci di progredire e risolvere problemi sempre più complessi. Tutto questo può avvenire grazie alla nostra mente che, attraverso complesse operazioni, raggruppa sotto una stessa indicazione o categoria una grande quantità di informazioni.

Tutti gli esseri, umani e non, sin dal momento in cui vengono alla luce, mettono in atto una serie di comportamenti innati, cioè che non hanno bisogno di essere appresi perché trasmessi geneticamente dei genitori; per esempio, il succhiare il latte, azione comune anche a molte specie animali, è uno di essi.

Come accennato, accanto a questi comportamenti ve ne sono tanti altri che vengono acquisiti attraverso l’apprendimento. Con il passare del tempo, essi permettono all’individuo di progredire e risolvere i problemi sempre più complessi che di giorno in giorno gli si pongono. Fra tutti gli animali, l’uomo è quello che ha la maggiore capacità di apprendimento, dote che gli ha permesso di arrivare così in alto nella scala filogenetica.

Naturalmente il processo di apprendimento non avviene in modo isolato, ma è il risultato di un insieme di operazioni messe in atto dal nostro cervello, che permettono il coordinamento e la trasformazione delle informazioni provenienti dal mondo esterno, tali operazioni vanno a strutturare uno schema che viene chiamato in causa all’occorrenza dal nostro cervello.

LE STRATEGIE DELLA MEMORIA

Sono molte le operazioni che il nostro cervello deve compiere quando vogliamo imparare qualcosa di nuovo, ma accanto al lavoro così complesso e sincronizzato delle varie funzioni cerebrali, esiste tutta una serie di strategie che la mente mette in atto per poter sfruttare al meglio le proprie capacità.

Qualsiasi cosa vogliamo imparare dobbiamo assolutamente trattenerla in memoria il più a lungo possibile; quindi, possiamo dire che la memoria è certamente alla base dell’apprendimento.

Quando impariamo qualcosa, il nostro cervello si organizza in modo particolare, come se ricorresse a dei piccoli stratagemmi per poter meglio ricordare. La nostra mente recepisce gli stimoli, li analizza, li seleziona, li elabora e li immagazzina nella memoria astraendo le caratteristiche principali di ogni stimolo in modo da poter raggruppare il maggior numero possibile di informazioni sotto una stessa indicazione. È come se la memoria fosse un grande magazzino dove vengono depositate le varie scatole ognuna delle quali recherà l’etichetta con l’indicazione delle caratteristiche principali di ogni oggetto.

Però, il lavoro della nostra mente non si ferma qui; accanto a questa prima classificazione ne esiste un’altra più sofisticata e poi ancora un’altra e così via fino alla più piccola classificazione. Infatti, ogni concetto è legato all’altro in modo che si possa comprendere ciò che ci viene detto anche se manca qualche elemento.

La capacità della mente di catalogare e ordinare secondo schemi logici permette di accedere facilmente alle informazioni contenute nella memoria e di utilizzarle in modo ottimale.

I processi che stanno alla base dell’apprendimento sono stati studiati attentamente dagli psicologi, soprattutto per tentare di dare una mano a quei bambini che a scuola mostrano delle difficoltà in alcune materie, e con chi presenta dei ritardi a livello psichico.

Autrice: Manuela D’Amore