Agorafobia e Claustrofobia

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Sono le fobie più diffuse e si manifestano con una paura immotivata rispettivamente dei luoghi aperti o chiusi. Nei casi più gravi costituiscono un serio ostacolo al normale svolgimento della vita quotidiana. Spesso è risolutivo il ricorso allo psicoterapeuta.

I claustrofobici sono quelli che hanno il terrore degli spazi chiusi, mentre gli agorafobici sono terrorizzati dai luoghi aperti. Molto spesso, chi vive una di queste condizioni cerca in qualche modo di non mostrarlo. A volte frequentiamo per anni delle persone e solo dopo molto tempo notiamo casualmente che non hanno mai preso un ascensore, non sono mai entrate in una grotta o non hanno mai fatto un viaggio in aereo.

Se la fobia non è grave, in genere il loro comportamento è equilibrato e normale. Il problema emerge solo quando l’individuo si trova in quelle particolari situazioni che scatenano il panico. Quindi, vediamo in dettaglio le caratteristiche di questi due stati.

L’agorafobia, la più diffusa tra le diverse fobie, è la paura di attraversare luoghi aperti: perciò, l’individuo prova una vera e propria repulsione per le piazze, le strade, i luoghi pubblici e la folla. Piuttosto che attraversare la strada è disposto a rimanere per giornate intere dentro la sua casa, nido che lo protegge e lo rassicura. Se proprio è costretto a uscire da solo, cammina rasentando i muri, per poter entrare in uno spazio chiuso, come un negozio o l’androne di un palazzo, al primo accenno di panico.

Infatti, per l’agorafobico il terrore si manifesta come un vero e proprio attacco di panico: sudore, tremito, difficoltà di respiro, impossibilità a muovere un passo, disturbi della vista, sensazione di stordimento, disperazione e paura di morire. Associata alla agorafobia è molto spesso la paura di una sincope: il malato è convinto che i sintomi che prova per il panico dovuto alla paura dello spazio aperto sono in realtà sintomi di una grave malattia di cuore o dell’apparato circolatorio. Per questo motivo riesce a uscire di casa solo se accompagnato: chi è con lui sarà in grado di soccorrerlo qualora si dovesse sentire male.

L’agorafobia è una vera e propria turba della mente e un gesto semplice, come attraversare la strada, richiede un coraggio da eroi.

Anche la fobia degli spazi chiusi, anch’essa molto diffusa, richiede una forza d’animo e un coraggio senza pari per compiere gesti banali e quotidiani come andare al cinema o prendere un ascensore. Chi soffre di claustrofobia prova una paura intensa di rimanere intrappolato in luoghi chiusi, dai quali potrebbe essere difficile uscire in caso di necessità.

Quindi, preferisce viaggiare in macchina, che può fermare e dalla quale può scendere quando vuole, piuttosto che in treno o in aereo; a cinema e a teatro siede vicino all’uscita in una poltrona assolutamente laterale; non prende l’ascensore nemmeno per arrivare all’ottavo piano; evita di visitare grotte o sotterranei di palazzi.

Per quanto capisca quanto sia irrazionale il suo comportamento, il claustrofobico non riesce a controllare la situazione e viene assalito dai sintomi tipici delle fobie: difficoltà di respirazione, senso di soffocamento, tremore, vertigini, paura di svenire, di impazzire o di morire.

La claustrofobia e l’agorafobia sono legate fra loro e a volte si presentano nello stesso individuo. Entrambe possono essere sintomi di malattie mentali più gravi, come le psicosi, ma solo se associate ad altri segnali più preoccupanti. Inoltre, possono essere sintomi di nevrosi, come la nevrosi d’angoscia.

In ogni caso, sia la claustrofobia che l’agorafobia sono disturbi che creano grossi problemi nella vita quotidiana, e quindi è importante individuarne le cause per poterle combattere in modo utile. Perciò, se si soffre di una di queste fobie, è utile sottoporsi a psicoterapia per comprendere quale sia il suo significato e quali conflitti l’abbiano prodotta. Però, questo trattamento, che dà ottimi risultati, richiede tempi piuttosto lunghi; perciò, molti terapeuti associano ad esso l’uso di tranquillanti o antidepressivi per eliminare più rapidamente il sintomo.

Autrice: Dott. Manuela D’amore

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