Analisi dei rapports cabanisiani

Analisi dei rapports cabanisiani – Libro di Enrico Marco Cipollini

Recensione di Anna Maria Lombardi

L’Indagatore si addentra in territori scarsamente o affatto esplorati e agendo, traccia nuovi percorsi per una interpretazione nuova della realtà aggiungendo una inedita chiave di lettura. Il nostro Autore tiene a cuore lo studio dell’autonomia dell’essere umano come si presenta nel campo politico e filosofico a partire dall’Idéologie francese di Destutt de Tracy che denominava così la nuova scienza che aveva lo scopo di studiare l’origine delle idee, e via via incentra la propria attenzione sugli idéologues di epoca illuministica e post, sul rapporto con il Sensismo in generale e di Condillac per il tentativo di applicare metodi scientifici “moderni” allo studio dell’uomo e della società.

In particolare Cipollini ci guida con dovizia e perizia attraverso la ricchezza e la profondità di analisi, di spunti riflessivi per i futuri studi sull’essere umano nei vari aspetti del suo essere, della monumentale opera di P.J.G Cabanis per il rapporto corpo e mente e per la sua visione dell’ “uomo come essere unico e irripetibile con una organizzazione interna, immerso in un contesto socio – economico e culturale.” Possiamo definire in generale l’opera sui Rapports come una base per una “rivoluzione” delle idee filosofiche, mediche ed antropologiche, in modo particolare degli aspetti medico-psicologici e scientifici che da essa hanno tratto intuizioni e idee poi sviluppatasi, seppure questo geniale grande studioso filosofo-medico ed osservatore della realtà resti nei tempi attuali scarsamente conosciuto.

Senza scendere nel dettaglio di ogni aspetto dei complessi Rapports cabanisiani e i numerosi temi trattati : in pratica lo sviluppo ontologico e culturale dell’uomo nella sua pienezza: voglio qui mettere in evidenza solo alcuni dei punti a me cari dell’opera analizzata dal nostro Autore.

Cabanis, considerando l’essere umano come una unità fisica-psico-spirituale -affettiva–fisiologica, si discosta chiaramente dalla dicotomia cartesiana della res extensa e res cogitans riconoscendo nell’uomo bisogni concreti, anche bisogni di rapporto con i suoi simili. In poche parole egli ebbe il merito di concepire l’uomo come risultante unica e complessa di sfera psichica e corporea influenzata dinamicamente sia da aspetti consci che inconsci, ossia non presenti alla coscienza o inconsapevoli. In modo particolare, come giustamente afferma il nostro Cipollini in un punto dell’analisi preziosa dell’intero testo di Cabanis, egli ebbe il merito “di rivalutare la corporeità umana, donarle una dignitas senza trascurarne la sfera affettivo-volitiva e intellettuale” o ricchezza interiore, che dir si voglia.

L’uomo, infatti è per lui una unità con la sua organizzazione interna ed è al centro del suo mondo sensibile ed contemporaneamente immerso in una dinamica fluida nella collettività e nella natura. Si comprende come anche gli scopi della vita singola, sebbene individuali ed indipendenti, siano correlati con altri individui ed in generale con il mondo circostante.

Nell’uomo esiste quindi una tripla valenza: come centro del proprio mondo è portato a soddisfare i propri bisogni vitali, emotivi e relazionali, salvaguardando l’indipendenza e autonomia della propria individualità.

Come essere immerso nella società (milieu) non può non tenere conto dei propri simili e dei rapporti che con essi istaura; come essere immerso nell’ambiente esso interagisce fisicamente, moralmente e psicologicamente con i tutti i fenomeni naturali che qui si svolgono.

La conoscenza dei processi interni anche profondi ed esterni avviene attraverso sensazioni ed impressioni che registriamo attraverso i sensi grazie al “movimento continuo della vita organica ed emozionale” sia che gli stimoli provengono dall’interno sia che vengono dall’esterno a noi.

La neurofisiologia moderna dà ragione a Cabanis sia nella sua visione olistica dell’uomo sia nella percezione dei processi interni ed esterni come dinamismo continuo della conoscenza-coscienza degli eventi sperimentati dal soggetto alla base delle idee.

Inoltre, assume notevole importanza per l’attuale psicologia e di certo si lega all’ampio e complesso argomento dell’esistenza dell’inconscio, l’evidenza della possibilità di avere “sensibilità senza le sensazioni” o appercezioni, solo per fare un esempio si vedano le funzionalità d’organo e l’intima relazione tra le funzioni dei vari organi costituenti il corpo e ciò implica necessariamente la presenza intrinseca di una unica unità vitale riflesso di certo dell’unità psicologica.

Nel campo medico la sua influenza non è stata da meno, avendo messo in primo piano, già allora, l’esistenza del rapporto stretto tra la salute della psiche dell’individuo e la presenza di malattia, offrendo, inoltre, sulla base della concezione che l’uomo è in grado di auto migliorarsi indicazioni sull’igiene conseguente, oggi chiamata igiene mentale e comportamentale.

Sento il dovere di ringraziare l’autore del saggio prof. Enrico Marco Cipollini per averlo scritto e portato a mia conoscenza, altrimenti non avrei saputo del pensiero, profondo e complesso in ambito filosofico di P.J.G Cabanis che ha stimolato la mia riflessione.

Autrice della recensione: Anna Maria Lombardi (psicologa e psicoterapeuta)