Il Viaggio (etimo e riflessioni)

2 Risposte

  1. Federica Bonzi ha detto:

    Non sono una viaggiatrice con il trolley sempre pronto per essere riposto da qualche parte su un aereo. In un mondo in cui dire “amo viaggiare “ sembra imprescindibile, sono stanziale. Ho viaggiato per quel che amavo conoscere e ho visitato Paesi che mi hanno restituito bellezza e cultura ma mai e poi mai intraprenderei ore di volo per nuotare alle Maldive.Ho anche paura di volare. Non ho paura di andare in picchiata dentro me, e sono un severo capitano di volo, non mi perdono, vado giù e più giù. È il viaggio più stimolante che conosca e il bello è che non finisce mai. Si è sempre altrove da sé per cercare sé

  2. Leggere il professore Cipollini è sempre un arricchimento, una sosta per guardarsi dentro. Il viaggio analizzato da più prospettiva con un pensiero critico attento e accorto oltre che con una intellettualità fuori dal comune. Mi ritrovo nel ritorno ad Itaca, in cui, dopo immenso girovagare non tutto è come si è lasciato o come avremmo desiderato. Il rischio che si corre nel cammino verso la conoscenza comprende anche la possibilità di doversi ricercare e rimodellare in base alle nuove acquisizioni per non rendere antagonisti l’interno e l’esterno in cui siamo immersi

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